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I capri ricci di Amanda – Capitolo III

Nonno Osvaldo

«Chi è?»
«Sono io. Sono nonno Osvaldo».
Nonno Osvaldo è il nonno di Giulia, la mamma di Amanda, e ogni sabato pomeriggio si presenta alla stessa ora con un vassoio di biscotti appena sfornati.
«Non è troppo tardi per far la merenda tutti insieme, vero?!» si informa, non appena varca la soglia di casa.
«Oh no, nonno! Sei puntuale come sempre» è l’immancabile risposta della nipote. «Adesso ti preparo un bel cappuccino con sopra una montagna di schiuma».
Nonno Osvaldo posa il vassoio di biscotti e si frega le mani soddisfatto: alla sua età – 87 anni suonati – le abitudini sono una cosa a cui non si rinuncia facilmente, soprattutto l’abitudine di bere un cappuccino in compagnia della propria famiglia.
Quest’oggi nonno Osvaldo è allegro più del solito. Oltre al vassoio di biscotti, ha portato un libro illustrato, che non vede l’ora di regalare ad Amanda.
«Amanda, dove sei? Dov’è la mia pronipote preferita? Vieni, che ho un regalino per te!»
Amanda arriva, scura in volto.
«Che faccia, per la miseria!» esclama il nonno. «Ti hanno forse costretto ad ingoiare pâté di verme in salsa rancida?»
«Pâté di verme in salsa racida?» ripete Amanda con tanto d’occhi. «Ma che cosa inventi, nonno?!»
«Perché? Non ne hai  mai assaggiato neanche un cucchiaino?»
«Certo che no!»
«Strano! Avrei giurato il contrario. Allora, che è quella faccia? Sfogati! L’unico orecchio che non mi si è ancora guastato è a tua disposizione».
Il nonno le porge l’orecchio sano e Amanda non si fa ripetere l’invito.
«Sono arrabbiata, perché la mamma non ha più tempo per nessuno, fuorché per Robertino» tira fuori tutto d’un fiato.
«Per mille pifferi stonati!» ribatte il nonno, fingendo di mostrarsi molto turbato. « Vuoi dire che non ha più tempo neppure per il mio cappuccino?»

nonno-osvaldo

«Tranquillo, nonno Osvaldo!» si intromette il papà. «Giulia è di là che cambia Robertino, ma adesso viene subito. Amanda esagera sempre».
«Ah, per fortuna! Ormai il mio vecchio naso» e il nonno arriccia il naso a peperone, «s’è abituato a fare un tuffo dentro la schiuma di cappuccino, il sabato pomeriggio. Chi l’avrebbe persuaso a trovarsi un altro passatempo?»
Le smorfie e la battuta di nonno Osvaldo non ottengono il risultato sperato, perché Amanda non se ne cura affatto e risponde:
«Non sono io che esagero. È la mamma che non gioca più con me».
Il nonno allora decide di cambiare la tattica. Diventa serio e dice:
«Devi avere pazienza, piccola mia! È normale che, quando nasce un fratellino, un bambino si senta un po’ trascurato. Capita a tutti».
«Non è vero! A Valentina ne sono nati due di fratellini, ma lei non si sente trascurata per niente».
«Due fratellini addirittura?»
«Si, due fratellini in un colpo solo. La mamma di Valentina ha avuto due gemelli: Alan e Kevin».
«Alan e Kevin… Però!» commenta il nonno. «Io invece credo che con due fratellini la tua amica Valentina si senta trascurata il doppio di te».
Amanda ci pensa su.
«Beh, insomma… Non lo so!» sbuffa. «E comunque la mamma di Valentina la riempie di regali».
«Se è solo questione di regali, te ne ho giusto portato uno. Si tratta di un bel libro illustrato, che mi ha colpito per il sui titolo».
Il faccione di nonno Osvaldo si illumina, mentre estrae il regalo da una borsa per consegnarlo alla nipotina.
Amanda afferra il libro e, dopo aver letto le parole stampate sulla copertina, è indecisa se rallegrasi oppure no. Il libro si intitola: Storie di latte e di formaggini.