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Parole da guardare, innanzitutto, e da ascoltare. Ma anche da toccare, da gustare e da annusare…. fino in fondo, alla radice.
Parole estrapolate, troppo usate o troppo poco, e in tal caso sono da riscoprire, riabitare e magari addomesticare.
Parole specchio, parole scatola cinese. E pure parole chiave, che chissà quale serratura aprono, e parole calamita perché una tira l’altra.
Parole ironiche o grevi, garbate o impertinenti, sobrie o sofisticate. E, ancora, parole curiose, evocatrici, dispettose, caleidoscopiche.
Parole che ce le hai sempre lì, a portata di mano, se non – ahimè! – sulla punta della lingua, e parole da entrarci dentro solo in punta di piedi…

Questo blog è una bottega delle parole. Qui la parola si mette in gioco e si trasforma.
Allora si esibisce, sorprendente e coraggiosa funambola, sul filo teso di un discorso che è prima di tutto narrazione di sé e, in quanto tale, fa appello a desideri e ambizioni.

Un pensiero su “Home

  1. Giuditta

    Buonasera Rosalia, mi piacerebbe acquistare il tuo libro “L’alfiabeto di Beatrice” ormai introvabile, sigh. Mi puoi aiutare?

    Replica

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