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I capri ricci di Amanda – Capitolo V

Storie di latte e di formaggini.

Il sabato sta finendo e Amanda è pronta per andare a letto.
Prima  di  infilarsi  sotto  le  lenzuola, prende il libro regalatole da nonno Osvaldo e propone alla mamma:
«Ne leggiamo insieme qualche pagina?»
La mamma sbadiglia.
«Stasera no, ti prego. Amanda! Robertino mi ha fatto passare una notte in bianco e ho un sonno che….»
«Va bene, non importa!» taglia corto Amanda. «Vorrà dire che mi leggerò il libro da sola».
La mamma, che si aspettava un altro capriccio, si meraviglia dell’arrendevolezza di Amanda ed è lì per lì  per cambiare idea. Ma  alla fine la stanchezza ha il sopravvento, così se ne va a dormire, ringraziando il cielo di non dover sostenere un nuovo scontro.
«D’accordo, leggine  pure  un  po’  da sola, senza  far tardi!» conclude  nel dare la buonanotte ad Amanda. «E  non  ti  preoccupare, se  ti  addormenti  con la luce  accesa! Tanto  ci  pensa  papà a spegnerla.»
Amanda risponde di sì e si sistema seduta sul letto, con il librio appoggiato sulle ginocchia.
In  realtà  un  mezzo pensiero di  sfogare l’ultimo  capriccio le era  saltato  in  mente. Poi,  però, il pensiero  le  è subito  rimbalzato  via, perché  anche  i  capricci – a  forza di  prudere  per  tutto il giorno – arrivano a sera che son distrutti.
Dopo aver schioccato il bacio della buonanotte alla mamma, Amanda sfoglia le pagine del libro.
“Siccome  è una  raccolta  di  storie diverse, non  è  necessario  leggerlo  dalla  prima  pagina. Da quale storia comincio?”
La  scelta  non  è  facile. Tutte  le fiabe  sono  illustrate  da  disegni bellissimi e Amanda vorrebbe leggerle tutte.
Così  ora non  sa se partire dalla storia della Principessa Biancaluce, che abbaglia con la sua pelle candida  come  il  latte  o  da  quella  del  Nano  Ciabattino, il  nano che  costruisce comodissime pantofoline di burro.
«E  se  iniziassi con  Le avventure del Folletto Soldo di Cacio e della fatta Mozzarella?»  esclama ad un tratto,   parlando  ad   alta  voce.  «Mi  sono  sempre   piaciute   le  fiabe  che raccontano  di  fiabe  e folletti. Ma no!» dichiara  un  attimo dopo . «Dev’ essere più  divertente  la  storia di Re Puzzone,  il re  goloso  di  gorgonzola  che  non  trova  moglie per via del suo alito pestilenziale. Oppure la storia della Torre di Groviera o magari quella…»
Amanda è davvero confusa.
«Dal   momento  che   tutte  le  storie  hanno  a  che  fare  con  latte  e  formaggio,  mi   conviene sceglierne una a caso» decide alla fine. «La sceglierò così: aprirò il libro a una pagina qualunque e dove capita, capita!»
Amanda  chiude  il libro  di colpo  ma, quando  sta  per riaprirlo, il libro le scivola di mano e cade per terra.
Si  sente un tonfo e… magia! I protagonisti  delle  store  si  animano,  si staccano  dalle figure sul libro e sfilano in processione attorno al letto di Amanda.
Davanti agli altri, vien cantando Biancaluce, con un vestito tutto trine e merletti e una corona di rose bianche  tra  i  capelli.
«Leggi  la  mia,  leggi  la  mia!» squilla  la  sua  vocina d’argento. «La mia storia  è la  più bella  di tutte».

«Macché! È  la  mia  storia  quella  che  devi conoscere per prima» gracchia un nano barbuto che porta  una  cesta  piena di pantofoline di burro. «Prendi  il  libro  a pagina 7! Con la pagina 7 devi cominciare».
«Non   facciamo   scherzi,  ragazzi!» si   intromette   un   personaggio   con   i   baffi   spalmati   di gorgonzola.  «La precedenza spetta a me, il Re Puzzone
«Ohibò!   Da   quando   in   qua   fate   e   folletti   sono all’ultimo   posto?»  squittisce   un   omino seminascosto  da  un  enorme  cappello  a punta, che avanza al braccio di una donna molliccia e tenera come una mozzarella di bufala.
Amanda non crede ai propri  occhi  e  alle proprie orecchie. Non crede neanche al proprio naso, che avverte distintamente odor di formaggio.
«Non può  essere che  un sogno.  Un sogno  che  puzza di  formaggio,  ma  sempre un sogno» mormora in un soffio. «Certamente!» ripete a se stessa, prima di crollare  sul cuscino.  «Io sto già dormendo e questo è il mio sogno».