I capri ricci di Amanda – Capitolo I

Scarpe gialle, capelli di fuoco

Davanti alle scarpe nuove che la mamma le consiglia di provare, Amanda scuote la testa e annuncia risoluta:
«Quelle non le voglio! Io voglio le scarpe gialle con la fibbia che suona».
«Via, Amanda!» insiste la mamma. «Se non ti piacciono le scarpe con le stringhe, puoi sceglierne un altro paio con il velcro. Oppure queste qui, di vernice blu. Guardale! Non sono un amore?» La mamma prende le scarpe blu dallo scaffale e le porge alla piccola Amanda.
Le scarpe luccicano. Luccicano così tanto, che pare dicano: «Compraci, Amanda! Compraci!»
Ma Amanda è irremovibile:
«Ormai ho deciso. O le scarpe gialle o niente!»
«Le scarpe con la fibbia sonora sono l’ultima novità» spiega la commessa. «È la moda signora!»
«Sarà anche la moda, mia figlia però ha bisogno di un paio di comunissime scarpe blu da indossare a scuola» replica la mamma. «E tu, muoviti!» continua, rivolgendosi ad Amanda. «Prova le scarpe di vernice!»
Amanda gira il viso di lato e nello scatto il fermaglio che le trattiene i capelli in una coda si sgancia. Una cascata di riccioli rosso fuoco la trabocca giù dalle spalle.
«No e poi no, che non le provo!» ripete, incrociando le braccia sul petto.
In un ultimo tentativo, la mamma si china e fa per slacciarle una scarpa.
Ma Amanda si oppone, picchia il piede sul pavimento e, strillando con quanto fiato ha in gola, protesta:
«Se non mi compri le scarpe gialle, piuttosto vado scalza!»
Alla reazione di Amanda la commessa tossicchia imbarazzata, un ragazzino che sguazza in un paio di scarpe da tennis – tre numeri più della sua misura – ride, la mamma invece….
Beh, la mamma si sente ribollire di rabbia, perché non è la prima volta che Amanda si comporta in questo modo.
Cercando di controllarsi, raccoglie da terra il fermacapelli. Quindi si alza e risponde:
«D’accordo, monella! Siccome oggi non ho intenzione di cedere ai tuoi capricci, ce ne torneremo a casa senza comprare nulla».
Amanda tenta di ribattere, ma la mamma non gliene dà  il tempo.
Riconsegnate le scarpe di vernice alla commessa, la trascina per un braccio fuori dal negozio.

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Dopo un’ultima occhiata alle scarpe gialle esposte in vetrina, Amanda è costretta a salire in macchina. Più imbronciata che mai e con i riccioli di fuoco che le danzano intorno al viso, prende posto sul sedile posteriore.
«Legati i capelli, che così mi sembri una piccola strega!» le ordina allora la mamma, lanciandole il fermaglio.
Ohi, ohi! Quando la mamma la chiama piccola strega, significa che è molto arrabbiata. Amanda lo sa, e sa anche che è venuto il momento di dare un taglio ai capricci.
Eppure il capriccio di oggi non riesce a scrollarselo di dosso. Forse perché ci teneva proprio a possedere un paio di scarpe con la fibbia musicale, da mostrare a Valentina.
Valentina ogni mattina arriva in classe con una novità: il temperamatite che si accende di scintille, la gomma per cancellare che fa le linguacce… Per una volta Amanda avrebbe voluto essere lei a sorprendere Valentina con un paio di scarpe eccezionali.
Sta di fatto che adesso Amanda ignora il fermaglio. Anzi, si arruffa di proposito i riccioli ribelli e borbotta:
«No! I capelli non me li lego, perché non mi hai comprato le scarpe che volevo».
«Ascoltami bene! Quelle scarpe sono veramente ridicole» dice la mamma, fissando Amanda dallo specchietto retrovisore. «Pretendi che ti mandi a scuola a fare il pagliaccio?» Quanto ai capelli, bada che un giorno o l’altro non provveda ad accorciarteli con un paio di forbiciate!»
Ad Amanda le ragioni della mamma non interessano neanche un po’. Tanto meno la preoccupa la sua minaccia di tagliarle i capelli.
«Io le volevo lo stesso!» conclude perciò immusonita, da dietro i riccioli che le scendono sugli occhi.

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